Firmata a Pavia la Carta del Condominio Green tra ANACI e ASSOFLORO. Le due associazioni ribadiscono l’importanza del Bonus verde

E’ stata firmata il 22 ottobre 2019 a Pavia, in occasione del Master Condominiale e Immobiliare 2019, la Carta del Condominio Green tra ANACI e ASSOFLORO. Le due associazioni ribadiscono l’importanza del Bonus verde, necessario per proseguire l’opera di riqualificazione del verde condominiale che, insieme al resto del verde privato e pubblico, è fondametale per l’ambiente e la salute delle città.

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Si è svolto Martedi 22 ottobre 2019, nella prestigiosa Aula Magna del Collegio Cairoli di Pavia, il Master Condominiale e Immobiliare 2019 – ” Il Condominio Ecosostenibile“. Un evento interamente dedicato a come rendere sostenibili, dal punto di vista ambientale, gli immobili condominiali. Formazione degli amministratori condominiali, energie rinnovabili, diagnosi ed efficienza energetica e sicurezza i principali argomenti affrontati.
E non poteva mancare, in un confronto su come ridurre l’impatto sull’ambiente del sistema condominio,  il tema del verde.
Nada Forbici, Presidente di Assofloro, come già fatto in altri convegni ANACI che si sono svolti in varie città italiane (tra le quali Milano, Perugia, Brescia, Firenze e Como) è intervenuta per sottolineare l’importanza del verde condominiale dal punto di vista ambientale, della salute ed economico, per  mettere in evidenza le opportunità del Bonus verde e l’importanza di assegnare le attività di manutenzione a imprese professioniste, selezionate non solo per l’aspetto economico ma anche per i requisiti tecnici, professionali e in grado di fornire garanzie sul rispetto delle norme per la sicurezza sul lavoro.
In Italia, ha sottolineato Forbici, è ancora poco considerata l’importanza del verde di pertinenza dei condomini, un capitale naturale che, se riqualificato e incentivato, può portare importanti benefici all’ambiente e una maggiore vivibilità delle città. In Italia il 70% della popolazione vive in condominio. Il nostro Paese è infatti uno dei primi al mondo per la diffusione della proprietà condominiale: si stima che ben 15 milioni di famiglie vivano in 1 milione e 200 mila palazzi condominiali, il 10% degli edifici totali presenti sul territorio nazionale. Un patrimonio importante, oltre che in termini numerici, anche dal punto di vista economico e con ricadute significative per l’ambiente. Il verde cittadino privato non può più essere considerato “di serie B”, perché entra insieme a quello pubblico a far parte della cosiddetta “foresta urbana”, cioè l’insieme di tutti gli alberi e le aree verdi all’interno della città, un sistema di che comprende parchi, giardini, alberature stradali, in grado di fornire importanti servizi ecosistemici e che costituisce una vera e propria rete verde che  collega  le città con le campagne circostanti rivestendo pertanto l’importante ruolo di corridoi ecologici.
La Carta del Condominio Green rientra nell’ambito del Protocollo d’Intesa nazionale che le due associazioni hanno siglato a Perugia, il 25 maggio 2019. Il Protocollo ha lo scopo di avviare attività congiunte di promozione del verde di qualità, di diffusione delle buone pratiche di gestione del verde, di informazione e formazione per Amministratori condominiali rispetto all’importanza del verde ma anche per il consolidamento delle procedure necessarie a definire tutti quei principi in grado di assicurare qualità e al contempo sicurezza, anche al fine di tutelare l’Amministratore e gli abitanti del condominio. La commissione nazionale sul verde condominiale prevista dall’accordo ha lo scopo di fornire agli amministratori gli strumenti utili per la corretta gestione del verde nei condomini.

Il Master di Pavia è stata l’occasione per ribadire, da parte dei due presidenti nazionali, Nada Forbici e Francesco Burrelli, l’importanza di inserire nella Legge di bilancio 2020 il Bonus verde, che è uno strumento fondamentale per proseguire nell’opera di riqualificazione del verde condominiale, migliorando l’ambiente delle città e garantendo la salute di chi ci abita. Alla notizia dell’esclusione dal decreto fiscale del Bonus verde, le due associazioni hanno immediamente sottoscritto un comunicato congiunto, sottolineando la gravità di tale scelta da parte del Governo che tanto sta sbandierando politiche ambientali. Un grave errore oltre che per l’ambiente e per le casse dello Stato, ha sottolineato Nada Forbici, anche per l’occupazione: il settore florovivaistico produttivo e manutentivo impiega circa 180.000 occupati. La misura non solo dovrà essere inserita nella Legge di bilancio ma anche migliorata e resa strutturale.

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