I benefici del verde urbano sul cervello umano, i risultati della ricerca di Viola Follini al convegno sul Verde nelle Smart Cities contro il degrado e la criminalità

Milano – Quali benefici ha il verde urbano sul cervello umano? I risultati della ricerca sperimentale condotta da una ricercatrice italiana, Viola Follini, laureata in Environmental Management con master in Sustainable Cities presso il King’s College London e attualmente presso C40 Cities Climate Leadership Group nel Measurement and Planning team di Londra, saranno presentati oggi pomeriggio nel convegno “Il verde nelle Smart cities. Parchi e viali alberati per il benessere delle città, contro degrado e criminalità. Ricerca, esperienze e innovazione tecnologica per una nuova visione del verde urbano“, organizzato dalla Consulta Esperti per l’Italia e Assofloro Lombardia.
La ricerca condotta in collaborazione con Thimus, startup di Brescia, documenta i benefici del verde urbano sul cervello umano. Un progetto per il quale sono stati utilizzati strumenti scientifici propri delle neuroscienze, in grado di rilevare dati biometrici. Cosa significa? “Dando uno sguardo al mondo attuale – spiega Viola Follini – le aree naturali stanno diminuendo sempre di più, mentre interventi di antropizzazione stanno danneggiando molti ecosistemi naturali e intensificando il cambiamento climatico nelle nostre città”. Per la ricerca sperimentale sono state usate tecniche neuro scientifiche (EEG, Eye Tracking e GSR) applicate al campo della geografia e urbanistica per studiare i benefici della natura urbana sulla salute mentale.  Quattordici soggetti sono stati osservati e registrati per 40 minuti attraverso due parchi di Milano: lo storico Indro Montanelli e Citylife, nuovo parco definito eco-sostenibile e creato grazie ad una rigenerazione di un ampio spazio in disuso. “Il parco Indro Montanelli con ricchezza di flora e fauna ha prodotto livelli significativamente più positivi per tutti gli stati mentali misurati rispetto al parco Citylife –  spiega –  Una possibile ipotesi è che Citylife abbia un design con interventi di antropizzazione più marcata rispetto ad Indro Montanelli che si configura come ambiente più naturale evocatore di un paesaggio anche boschivo. In generale – prosegue Viola Follini – lo studio potrebbe aprire a riflessioni e costituire un supporto alla comprensione sui diversi interventi di design per nuovi spazi verdi in città. Comprendere quali elementi e quali caratteristiche possano influenzare positivamente la relazione uomo e natura urbana da un punto di vista cognitivo e psichico risulta importante per poter affrontare investimenti nelle pianificazioni e gestioni di città più verdi e più sostenibili, con obiettivo del collettivo benessere”. Ne consegue che i benefici sociali siano molteplici: dalla prevenzione del degrado e della microcriminalità, alla funzione curativa per soggetti con malattie degenerative, fino ad un beneficio evidente sul benessere degli individui. Tutti elementi che impongono una riflessione sulla necessità di rendere le aree verdi degli ecosistemi integrati con le metropoli tali per cui i cittadini possano averne molteplici benefici e sulla necessità di prorogare il bonus verde come incentivo alla riqualificazione delle aree verdi delle città.

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