Dalle capacità sensomotorie degli alberi al funzionamento del sistema vascolare fino all’architettura del sistema radicale, la “metà nascosta” degli alberi. Al Campus dell’Università degli Studi di Parma, con il patrocinio di Assofloro, una giornata di studio e aggiornamento per migliorare e rendere sostenibili gli interventi gestionali sugli alberi.
Giovedì 30 Ottobre, presso il Campus dell’Università degli Studi di Parma (Sala del Plesso delle Scienze), si svolgerà il convegno, patrocinato da Assofloro, “ALBERI: FORME E FUNZIONI”.
Il convegno, organizzato dal Consorzio GREEnet di Piacenza, ha lo scopo di condividere, con chi deve gestire alberi vetusti e storici ma anche con chi si occupa della complessità degli alberi urbani, ricerche recenti nel campo dell’arboricoltura.
Interverranno tre relatori di eccezione: Catherine Lenne (Université Clermont Auvergne) che parlerà della “sensibilità” degli alberi; Tommaso Anfodillo (Dipartimento Tesaf – Università degli Studi di Padova) che parlerà delle implicazioni funzionali e gestionali della catadiastole dello xilema (il fenomeno che consente agli alberi di portare l’acqua a decine di metri di altezza superando in apparenza tutte le leggi della fisica) e Antonino Di Iorio (Dipartimento di Biotecnologie e Scienze della Vita – Università dell’Insubria) che parlerà del sistema radicale degli alberi.
Il convegno si svolgerà esclusivamente in presenza.
Chiusura iscrizioni Mercoledì 15 ottobre 2025.
Sono previsti sconti sulla quota di iscrizione per le iscrizioni ricevute entro il 31 Agosto.
Ai partecipanti verrà rilasciato attestato di partecipazione per riconoscimento Crediti Formativi Professionali e per certificazioni ETW ed ETT.
Per informazioni, costi e modalità di iscrizione:
Consorzio GREEnet. piermesmer@gmail.com – tel.: +39 3398997775

ALBERI: FORME E FUNZIONI. Programma
07.30: Accreditamento e caffè d’accoglienza
08.15: Introduzione ai lavori, Prof. Fabrizio Storti, Prorettore Vicario Unipr
08.30: Presentazione del Libro “Le piante rampicanti, movimenti e abitudini” di Charles Darwin; a cura di Renato Bruni, Direttore Scientifico dell’Orto Botanico di Parma
08.45: “La sensibilità degli alberi: 30 anni di scoperte – prima parte”, Catherine Lenne, Enseignante-chercheuse, Université Clermont Auvergne, Laboratoire PIAF UCA-INRAE
10.45: pausa caffè
11.00: “La sensibilità degli alberi: 30 anni di scoperte – seconda parte”, Catherine Lenne, Enseignante-chercheuse, Université Clermont Auvergne, Laboratoire PIAF UCA-INRAE
12.00: Pranzo a buffet presso la “Sala delle colonne del Centro Santa Elisabetta”
13.15: “L’architettura invisibile degli alberi: implicazioni funzionali e gestionali della catadiastole dello xilema”, Tommaso Anfodillo, Dipartimento TESAF Università degli Studi di Padova
15.45: Pausa caffè
16.00: “Il sistema radicale, la metà nascosta: forme e funzioni”, Antonino Di Iorio, Dipartimento di biotecnologie e scienze della vita, Università dell’Insubria di Varese.
18.00: Chiusura lavori
ALBERI: FORME E FUNZIONI. Focus sugli interventi dei relatori
Catherine LENNE – Enseignante-chercheuse – Université Clermont Auvergne, Laboratoire PIAF UCA-INRAE
La “sensibilità” degli alberi: 30 anni di scoperte
Fin dall’antichità e fino a tempi molto recenti, il concetto di sensibilità era riservato al mondo animale, e in particolare a quello umano, e le piante, e tra queste gli alberi, erano considerate prive di vita o di relazioni. Tuttavia, recentemente, numerosi articoli e documentari hanno messo in discussione questa visione puramente vegetativa degli alberi. La sensibilità degli alberi è un campo ampiamente esplorato dalla ricerca scientifica negli ultimi 30 anni e ampiamente divulgato al grande pubblico, suscitando di recente una notevole attenzione mediatica. In biologia, la sensibilità è la capacità di un organismo o di una cellula di percepire informazioni esterne e di rispondere in modo appropriato.
Questa sensibilità è la conditio sine qua non della comunicazione. L’intervento presenterà esempi di sensibilità degli alberi a fattori ambientali (luce, segnali chimici, suono) e esplorerà specificamente le capacità sensomotorie degli alberi, un argomento di ricerca della relatrice.
Le capacità sensomotorie si riferiscono alla sensibilità delle piante a fattori ambientali meccanici (vento e gravità) e alle loro risposte di crescita che inducono il movimento. Verrà affrontato anche il tema della comunicazione tra gli alberi, presentando lo scambio di segnali attraverso l’aria e il sottosuolo.
Il contributo vuole offrire una panoramica della ricerca e delle conoscenze scientifiche acquisite nel campo della sensibilità degli alberi negli ultimi 30 anni e consentire di sviluppare capacità di pensiero critico discutendo interpretazioni o approssimazioni di autori o media. Verrà esplorato il concetto di intelligenza vegetale.
Tommaso Anfodillo – Dipartimento TESAF Università degli Studi di Padova
L’architettura invisibile degli alberi: implicazioni funzionali e gestionali della catadiastole dello xilema
Il contributo vuole trattare un aspetto cruciale ma poco noto dell’anatomia dello xilema: la variazione assiale del diametro dei condotti xilematici, che aumentano progressivamente di diametro dall’apice verso la base dell’albero. Questo allargamento basipeto, definito “catadiastole dei condotti”, si è rivelato una strategia universale adottata dagli alberi per consentire un trasporto efficiente dell’acqua anche a grandi distanze. Il sistema xilematico garantisce il rifornimento d’acqua alle foglie e la resistenza al flusso dipende in modo critico dal diametro dei condotti: anche piccole variazioni possono alterare drasticamente l’efficienza del sistema. L’allargamento basipeto consente di compensare l’aumento della lunghezza del percorso idrico, mantenendo costante la funzionalità fogliare.
Questa architettura si ritrova in tutte le specie studiate, indipendentemente dal bioma o dalla dimensione, e risponde a vincoli biologici fondamentali: minimizzare la resistenza al flusso e contenere il volume di fluido e i costi strutturali.
Dal punto di vista applicativo, questa conoscenza è preziosa per gli arboricoltori: interventi come la potatura, se mal condotti, possono compromettere l’equilibrio idraulico e aumentare la vulnerabilità dell’albero a stress idrici e attacchi patogeni. Alberi più alti, con condotti più ampi, risultano intrinsecamente più esposti al rischio di cavitazione.
Comprendere l’organizzazione interna degli alberi, invisibile ma fondamentale, offre nuove chiavi di lettura per una gestione più attenta ed efficace del verde urbano e delle foreste.
Antonino Di Iorio – Dipartimento di biotecnologie e scienze della vita Università dell’Insubria
Il sistema radicale, la metà nascosta: forme e funzioni
Il sistema/apparato radicale, denominato eufemisticamente “the hidden half”, la metà nascosta, ha da tempo rappresentato una sfida scientificamente interessante ma spesso anche frustrante dovuta all’evidente difficoltà di accesso all’oggetto di studio.
Sebbene i metodi e la tecnologia per la sua osservazione si siano evoluti negli anni, con il rhizotron, i detector sonici ed il georadar quale traguardo a titolo rappresentativo, questi richiedono comunque una validazione di carattere allometrico che comporta l’escavazione dell’intero apparato.
Quanto osservato finora ci ha consentito di rispondere a delle domande basilari ma essenziali, prima tra tutte che la sua biomassa non rappresenta la metà dell’intero albero ma circa il 20-30%. Questo apparente sbilanciamento trova la sua giustificazione nell’architettura del sistema idraulico soprattutto nelle specie presenti nel territorio italiano, ossia temperate e mediterranee. Tale architettura è frutto di milioni di anni di evoluzione ed è certamente idonea per resistere a determinate condizioni di stress idrico. La conoscenza dei meccanismi coinvolti risulta, pertanto, sicuramente necessaria per una gestione il più possibile sostenibile e rispettosa delle esigenze fisiologiche e fisiche dell’albero soprattutto in ambito urbano.
