Il comparto vivaistico italiano si appresta a vivere uno degli appuntamenti più decisivi dell’anno per il suo futuro economico e produttivo. Venerdì 18 settembre, a Canneto sull’Oglio (MN) — cuore pulsante e storicamente vocato della vivaistica nazionale —, si terrà la sesta edizione del convegno “Il Verde del Futuro”, promossa dal Distretto Vivaistico PlantaRegina in collaborazione con Assofloro e Coldiretti Mantova.
L’evento di quest’anno non sarà una semplice conferenza celebrativa, ma si configura come un vero e proprio tavolo di lavoro strategico per parlare dell’impatto dei cambiamenti climativi sulla produzione vivaistica con Coldiretti e Asnacodi.
La sfida dell’emergenza climatica: dai danni sul campo alle strategie di gestione del rischio
L’appuntamento giunge in un momento di profonda criticità per il settore, segnato da una crisi climatica che non è più una proiezione futura, ma una realtà tangibile con cui i vivaisti si scontrano sempre più spesso.
A differenza dell’agricoltura tradizionale a ciclo annuale, il vivaismo ornamentale lavora con piante pluriennali: il danno su un esemplare coltivato in zolla per 5-10 anni non comporta solo la perdita del fatturato dell’anno, ma la distruzione di investimenti pluriennali di gestione e manutenzione.
Assofloro e Coldiretti hanno redatto un’analisi dei danni subiti dal settore vivaistico a causa degli eventi meteorologici, sintetizzata di seguito:
1. Danni diretti al capitale produttivo e alle infrastrutture
La frequenza e l’intensità di eventi atmosferici estremi provocano la distruzione fisica immediata delle colture e dei siti produttivi:
- Grandine e microburst (trombe d’aria): Le raffiche di vento (spesso superiori ai 100-120 km/h) sradicano alberi in pieno campo, spezzano branche principali e deformano la chioma delle piante ornamentali, rendendole invendibili sul mercato paesaggistico.
- Distruzione delle infrastrutture: Vento e grandine distruggono teli di copertura, serre, ombrai, impianti d’irrigazione a goccia e sistemi di ancoraggio anti-ribaltamento.
- Perdita del valore estetico e commerciale: Nel vivaismo ornamentale, anche un danno estetico parziale (foglie bruciate, corteccia lesionata da grandine) svaluta la pianta fino al 100%, poiché il mercato del verde urbano ed extra-urbano richiede esemplari perfetti.




2. Impatto da stress termico e idrico
L’innalzamento delle temperature medie e l’allungamento dei periodi di siccità alterano la fisiologia delle piante:
- Bruciature fogliari e scottature della corteccia (Sunscald): L’irraggiamento solare estremo causa la necrosi dei tessuti fogliari e fessurazioni nel tronco degli alberi giovani, aprendo la strada a funghi e patogeni lignicoli.
- Blocco vegetativo e riduzione delle rese: Le temperature costantemente sopra i 35 °C mandano le piante in stress termico, bloccando la fotosintesi e arrestandone la crescita. Ciò allunga i tempi di permanenza in vivaio prima che l’esemplare raggiunga la taglia commerciale, aumentando i costi fissi per pianta.
- Cascola prematura e radicale: Lo stress idrico provoca la perdita anticipata del fogliame e la moria delle radici capillari (le più importanti per l’assorbimento nutrizionale).



3. Esplosione dei costi operativi e gestionali
Il cambiamento climatico costringe le imprese vivaistiche a costi di produzione straordinari per la difesa attiva delle colture:
- Consumo e costo dell’acqua: La scarsità d’acqua richiede l’attingimento da falde più profonde o da autobotti, alimentando un aumento vertiginoso della spesa energetica per il pompaggio.
- Adeguamento tecnologico e ombreggiamento: Diventa necessario installare reti ombreggianti su ampie metrature, sistemi di micro-irrigazione di precisione, impianti di nebulizzazione (cooling/fogging) nelle serre per abbassare le temperature interne.
4. Pressioni fitosanitarie ed emergenza parassiti
Le anomalie termiche creano condizioni ideali per la proliferazione di insetti e patogeni alieni o secondari:
- Proliferazione di insetti alieni: Specie come Popillia japonica, la cimice asiatica (Halyomorpha halys) o il coleottero Anoplophora, favorite da inverni miti, trovano nei vivai ambienti ricchi di nutrimento.
- Blocchi quarantenari ed export: La presenza di un parassita da quarantena all’interno o nelle vicinanze di un distretto vivaistico comporta il blocco immediato delle movimentazioni delle piante e la distruzione coatta dei lotti infestati, congelando il canale dell’export.
- Maggiore aggressività dei funghi: L’alternanza tra periodi secchi e improvvise bombe d’acqua ad elevata umidità favorisce attacchi fungini radicali (come ad esemoio Phytophthora) e fogliari.


Quali sono le strategie e gli strumenti per tutelare la produzione vivaistica italiana dal cambiamento climatico? Ne parlemo a Canneto sull’Oglio, con Coldiretti e Asnacodi (l’Associazione Nazionale dei Consorzi di Difesa).
Il programma della giornata: tra scienza, normative e innovazione in campo
Il programma si svilupperà a partire dalle ore 09:00 presso il Teatrino di Piazza Eroi e Martiri, Canneto sull’Oglio (MN), affrontando tutti i nodi cruciali del settore:
- Inquadramento normativo e difesa fitosanitaria (Mattina, ore 10:00 – 12:00):
- Focus sugli aggiornamenti della Legge Quadro per il florovivaismo.
- Strategie contro le minacce biologiche d’attualità (come la Popillia japonica).
- Il ruolo della ricerca biotecnologica (TEA – Tecnologie di Evoluzione Assistita) per selezionare piante più resilienti agli stress idrici e termici.
- Cambiamenti climatici e calamità naturali, strumenti a difesa del settore florovivaistico.
- Tavola rotonda con le Istituzioni e il mondo produttivo: il confronto politico ed economico per tradurre le emergenze in risorse e normative di sostegno.
- Dimostrazioni pratiche in campo (Ore 13:00 – 14:00):
- Prove operative e dimostrazioni dal vivo di sistemi di guida assistita e soluzioni basate sull’Intelligenza Artificiale per l’inventario e la gestione automatizzata del vivaio.
- Paesaggio, economia circolare e chiusura dei lavori (Pomeriggio, ore 14:00 – 16:30):
- Progettazione di paesaggi urbani resilienti (“Tra autoctono e le mode: tornare al bello con le piante giuste”).
- Workshop sulla valorizzazione di sfalci e ramaglie, per trasformare i residui vegetali in opportunità per l’economia circolare.
- Tavola rotonda di conclusione della giornata.
Informazioni pratiche:
- Quando: Venerdì 18 Settembre 2026 (Registrazioni a partire dalle 09:00)
- Dove: Teatrino Parrocchiale, Piazza Eroi e Martiri – Canneto sull’Oglio (MN)
- Iscrizioni: È richiesta la registrazione entro il 14 Settembre sul sito del Distretto Vivaistico Planta Regina: www.plantaregina.it




