Le foreste hanno un ruolo cruciale per la sicurezza alimentare, nella nutrizione e nei mezzi di sussistenza. E’ questo il messaggio per la Giornata internazionale delle foreste del 21 marzo 2025.
Il ruolo essenziale delle foreste nella produzione di cibo e per il sostentamento è poco conosciuto: sono più di cinque miliardi, secondo la FAO, le persone in tutto il mondo che ricavano dalle foreste cibo ma anche medicine e mezzi di sussistenza dai prodotto legnosi.
In Italia PEFC, ente promotore della certificazione che garantisce la tracciabilità del materiale, dal bosco al consumatore finale, ha comunicato il superamento, a fine 2024, di 1 milione di foreste certificate e l’aumento significativo di aziende italiane con certificazione di tracciabilità di filiere forestali.
Oltre a fornire cibo, carburante, reddito e occupazione, le foreste gestite in modo responsabile sostengono la fertilità del suolo, proteggono le risorse idriche e offrono habitat per la biodiversità, compresi gli impollinatori, contribuiscono alla mitigazione dei cambiamenti climatici immagazzinando il carbonio.
“Nelle strategie di gestione delle foreste”, sottolinea Nada Forbici, Presidente di Assofloro e Coordinatore della Consulta Nazionale Florovivaismo Coldiretti, “rimane la criticità legata alla vivaistica forestale. Sebbene nel contesto nazionale ed internazionale diventi sempre più importante la quantità e la qualità del prodotto vivaistico, non solo per interventi con finalità produttive ma anche per azioni ambientali, come il recupero di aree degradate o la forestazione urbana o di gestione forestale e riforestazione, la produzione di piante di provenienza certificata da parte dei vivai forestali regionali non è sufficiente alla richiesta e, in alcune Regioni, completamente scomparsa. I progetti del PNRR avrebbero potuto essere una grande opportunità per il rilancio della vivaistica forestale italiana ma così non è stato: se è comprensibile che in una fase iniziale sia stato scelto di fare coltivare i primi alberi ad un unico vivaio regionale, non si può invece accettare il fatto che questa sia diventata la soluzione per tutte le piante necessarie ai progetti. E neppure si può accettare che le piante vengano coltivate da vivai al di là delle Alpi con i “nostri” semi, come pare stia accadendo oppure, come abbiamo denunciato, che arrivi materiale vivaistico forestale da Paesi dell’est Europa”.
“Pensiamo sia necessario ed urgente, anche in occasione della Giornata Internazionale delle Foreste, richiamare all’importanza di piantare alberi prodotti da vivai italiani, di farli piantare e curare da aziende florovivaistiche locali, di pagare gli alberi e ogni intervento il giusto prezzo e non secondo logiche che guardano alla massima convenienza economica e non alla qualità degli interventi e alla dignità del lavoro”, prosegue Nada Forbici.
“Abbiamo avviato il dialogo con alcune Regioni, per fare si che i vivai privati possano collaborare alla produzione di piante di provenienza certificata, per un vero e concreto rilancio della vivaistica forestale ma occorre uno sforzo nei controlli del materiale che viene introdotto nel nostro Paese e utilizzato nei progetti forestali. Questo, nel concreto, le Stazioni appaltanti lo possono fare chiedendo sempre il Passaporto delle Piante e il Certificato di provenienza ai sensi del D.Lgs. 386/03 e non limitandosi ad autocertificazioni, che lasciano il tempo che trovano e aprono il rischio ad una diffusione incontrollata di malattie“.
