A due anni da quando è stato avviato, nel GreenWebinar di Coldiretti-Assofloro di Venerdi 2 Maggio parleremo del progetto della Città di Bergamo per la gestione differenziata dei prati urbani.
Un modello da cui le Amministrazioni Comunali dovrebbero prendere spunto, che non solo consente di razionalizzare le risorse investite ma migliora l’ambiente urbano e la biodiversità.
Nel contesto di una gestione sostenibile e virtuosa del verde pubblico la modalità di cura dei prati assume un ruolo importante non solo in termini economici ma anche ambientali e sociali. Le Amministrazioni comunali non dovrebbero vedere le superfici prato solo come mq dove applicare un numero di sfalci/anno a seconda delle risorse a disposizione. Al pari di alberi e arbusti, infatti, i prati urbani forniscono Servizi Ecosistemici: hanno un importante ruolo nella termoregolazione, nella riduzione delle sostanze inquinanti presenti nell’aria che respiriamo, nella protezione dall’erosione del suolo, nel controllo delle acque meteoriche e anche nella costituzione di habitat.
I prati hanno anche un alto valore paesaggistico e sociale: sono i luoghi in cui adulti, bambini e animali domestici possono trascorrere del tempo fuori casa, contribuendo cosi alla qualità della vita.

Verde urbano: l’importanza della gestione differenziata
Come evidenziato nelle Linee guida per il governo sostenibile del verde urbano del Comitato per lo sviluppo del verde pubblico (2017), l’approccio gestionale alle aree verdi dovrebbe basarsi su criteri di gestione differenziata secondo i quali vengono definiti livelli di cura diversi – più o meno intensivi – in funzione della tipologia di area, delle sue dimensioni, destinazioni d’uso e modalità di fruizione.
Per fare un esempio, alberi di prima grandezza lungo un viale alberato nel centro cittadino richiederanno cura e monitoraggi regolari, mentre alberi di pari dimensioni situati in aree poco frequentate/edificate potranno invece richiedere interventi lungo archi temporali più lunghi, aiutando così l’amministrazione a dirottare gli interventi e a razionalizzare le risorse economiche necessarie.
Questo modus operandi vale anche per la cura delle superfici inerbite e consente di coniugare le istanze della biodiversità (ad es. ridotta manutenzione in alcune aree poco frequentate) con quelle di fruizione e sicurezza (nelle aree più intensamente fruite).
Questo approccio innovativo, adottato da molte città europee, non solo garantisce prati più sani e più naturali, ma contribuisce anche alla salvaguardia dell’ambiente e alla creazione di spazi vitali per la flora e la fauna.
Sfalci differenziati, oltre i luoghi comuni
L’aumento di biodiversità nelle aree verdi, riduce la presenza di zanzare, zecche, mosche e di altri insetti molesti per l’uomo, nonostante la maggior parte delle persone pensi l’opposto. L’entomologo Leonardo Forbicioni, vicepresidente della WBA World Biodiversity Associati ne ha parlato in un intervista di Sky TG24: “Se un ambiente ha un tasso di biodiversità basso, come lo hanno le città, ogni ristagno d’acqua, che può essere anche il sottovaso delle piante, è un potenziale luogo dove le zanzare proliferano, perché le loro larve sono acquatiche. In questi ambienti, quando le zanzare crescono, non hanno nessun nemico e crescono indisturbate. Se, invece, creiamo zone a sfalcio ridotto, con un ambiente biodiversificato, diamo casa a un maggior numero di specie viventi, comprese le antagoniste a quelle a noi “scomode”, in grado di ridurre la loro presenza”.
“L’abitudine di tagliare l’erba, tenendo tutto pulito, stile prato inglese, non fa altro che sterilizzare l’ambiente, banalizzando la fauna presente” continua Forbicioni. “In un ambiente più diversificato dal punto di vista vegetale, invece, si offre una casa a tutte quelle specie, sia animali, sia fungine, sia vegetali, che da quella diversità dipendono. Tra cui anche predatori potenziali di certe specie a noi antipatiche”. Nello specifico, per quanto riguarda le zanzare, “un alto livello di biodiversità darebbe spazio ai predatori naturali delle loro larve, ovvero tutti quegli artropodi, come coleotteri, eterotteri e larve di libellula, predatori che vivono in ambiente acquatico. Oltre ai piccoli insetti e ai ragni, che predano le zanzare in fase adulta”.
Un’altra critica sollevata contro la pratica dello “sfalcio ridotto” è l’aumento del numero di zecche presenti sull’erba alta: “in generale non è opportuno portare gli animali domestici a passeggio nell’erba alta. Ma, come detto per le zanzare, un ambiente biodiversificato, anche nel caso di pulci e zecche, potrebbe stimolare la presenza di specie loro antagoniste. Stiamo parlando di parassiti che hanno fasi di vita molto lunghe, e che si adattano anche in situazioni estreme. Potremmo trovare zecche e pulci anche nel nulla cosmico”, ha precisato l’esperto.
Bergamo, laboratorio per una gestione virtuosa e sostenibile del verde urbano
Il Comune di Bergamo è stato il primo in Italia (2023) ad avviare un progetto per la gestione a sfalcio ridotto o differenziato di alcune aree verdi, superfici cioè dove l’erba viene volutamente tagliata con minore frequenza, o più tardi quando è semi secca o secca, con l’obiettivo di preservare e valorizzare la biodiversità della flora e della piccola fauna e ridurre le isole di calore.
Una precisa scelta gestionale dei prati urbani che si può riassumere in due linee di azioni:
- nelle aree a forte frequentazione antropica vengono realizzati tagli più frequenti con l’adozione della tecnica “mulching”, che consente l’utilizzo di mezzi più leggeri e meno impattanti, lo sminuzzamento dell’erba che viene immediatamente restituita al suolo con l’eliminazione pressoché totale dei residui organici, il miglioramento del prato che risulta più fitto e calpestabile, la ridotta incidenza dei trasporti e minori emissioni complessive
- in aree verdi ben circoscritte dove sia possibile una maggiore attenzione alla biodiversità il taglio viene invece sensibilmente ridotto, creando aree – rifugio per l’entomofauna utile, selezionando le fioriture e lasciando disseminare le specie più interessanti, intervenendo con il taglio più tardi, ad esempio a fine estate o in autunno.
All’inizio della sperimentazione le aree interessate dal progetto erano 13, dislocate in diversi spazi verdi in città, tra parchi urbani, centri sportivi e margini delle ciclabili.

Nel 2025 a Bergamo il progetto di sfalcio differenziato si amplia: +202% di aree verdi interessate
Il Comune di Bergamo ha da poco comunicato l’ampliamento del progetto di gestione differenziata dei prati urbani: nel 2025 le aree gestite con sfalci differenziati diventeranno 56, per un totale di 199.505 mq, segnando un incremento del 202% rispetto al 2024.
Inoltre, grazie al supporto dell’Associazione 𝗙𝗹𝗼𝗿𝗮 𝗔𝗹𝗽𝗶𝗻𝗮 𝗕𝗲𝗿𝗴𝗮𝗺𝗮𝘀𝗰𝗮 e del 𝗠𝘂𝘀𝗲𝗼 𝗰𝗶𝘃𝗶𝗰𝗼 𝗱𝗶 𝘀𝗰𝗶𝗲𝗻𝘇𝗲 𝗻𝗮𝘁𝘂𝗿𝗮𝗹𝗶 Enrico Caffi, si continueranno a monitorare i benefici di questa strategia innovativa, già premiata dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) per il suo valore ambientale.
In questi due anni il Comune, in collaborazione con i partner del progetto, ha promosso anche incontri con i cittadini per spiegare e condividere come la riduzione degli sfalci dei prati aiuta a tutelare la biodiversità, garantire stabilità al suolo e per mitigare l’effetto dell’isola di calore.






Nel GreenWebinar di Venerdi 2 Maggio interverranno Filippo Grasso, agronomo del Servizio Verde pubblico del Comune di Bergamo e Lorenzo Turino, agronomo dello studio Ruralia per presentare il progetto di gestione differenziata dei prati urbani.

Come partecipare ai GreenWebinar
La partecipazione ai GreenWebinar è gratuita e destinata a funzionari pubblici, professionisti, formatori, ricercatori, aziende agricole e florovivaistiche, docenti e studenti.
Il GreenWebinar “Sfalci differenziati e biodiversità urbana: il progetto della Città di Bergamo” si svolgerà Venerdi 2 maggio, dalle 17,30 alle 19,00.
Per partecipare occorre registrarsi tramite il link presente a questa pagina: https://www.assofloromagazine.it/greenwebinar-coldiretti-assofloro-2025/
Una volta effettuata la registrazione, verrà inviata in automatico una mail con il link ed istruzioni per il collegamento.
Attestati e Crediti Formativi Professionali
Ai partecipanti verrà rilasciato Attestato di partecipazione.
I webinar danno diritto al riconoscimento di CFP per gli iscritti all’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali, ai sensi del Regolamento per la Formazione Professionale Continua – Delibera del Consiglio n. 162 del 27 aprile 2022, pubblicato sul Bollettino del Ministero della Giustizia n. 17 del 15 settembre 2022.
L’evento è valido come riconoscimento di CFP- Crediti Formativi Professionali per gli iscritti al Collegio dei Periti Agrari e Periti Agrari Laureati.
L’evento è valido come riconoscimento di CFP- Crediti Formativi Professionali per gli iscritti al Collegio degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati
Verranno inoltre riconosciuti i Crediti Formativi per le Certificazioni europee di Arboricoltura European Tree Worker e European Tree Technician.
