Inquinamento indoor: la risposta del florovivaismo

Sui benefici ambientali del verde si è detto molto. La vegetazione urbana può abbattere fino al 3% di CO2 emessa dal traffico delle automobili. Gli alberi possono ridurre la temperatura dell’ambiente da uno a tre gradi centigradi, determinando un risparmio energetico per il raffreddamento e riscaldamento degli edifici fino al 30-40%.
E ancora, la vegetazione urbana rimuove dall’atmosfera fino a 161 kg l’anno di PM10.

Meno noti sono i benefici del verde da interno, sia sulla psiche sia nell’assorbimento di sostanze inquinanti (ad esempio, tricloroetilene, benzene, ammoniaca, xilene, toluene) e, più in generale, nel mitigare gli effetti della “Sick building syndrome” (SBS: dall’inglese: “sindrome delledificio malato“), una sindrome che provoca affaticamento, mal di testa, allergie, le cui cause sono nella combinazione di inquinamento indoor e scarsa aerazione.

Molti studi e progetti dimostrano come alcune piante da interno possano ridurre ed eliminare la presenza degli inquinanti nei diversi ambienti.

Di questo si parlerà con ricercatori ed esperti nella conferenza organizzata da Coldiretti Toscana, in collaborazione con AssoFloro: “Inquinamento indoor. Le risposte del florovivaismo. Come piante verdi e fiorite possono aiutarci per la sindrome dell’edificio malato” che si svolgerà Palazzo Ducale di Lucca, il prossimo 5 Novembre.
Le iscrizioni sono già aperte scrivendo a caict.formazione.toscana@coldiretti.it.
A breve verrà diffuso il programma completo.

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