Concluso, con il via libera definitivo del Senato, l’iter di approvazione da parte del Parlamento della Legge di Bilancio 2023. In linea generale, le misure previste intervengono prevalentemente su previdenza e fisco, sul contenimento dei costi dell’energia, sulla crescita e gli investimenti, sul sostegno all’occupazione, sulle politiche sociali e per la famiglia.
L’ammontare complessivo della manovra è pari a 35 miliardi di euro, di cui più di 2 miliardi riguardano le misure per il settore agricolo (e quindi in parte anche per quello florovivaistico), dall’esenzione Irpef all’azzeramento dei contributi per i giovani imprenditori agricoli, dal credito di imposta esteso al primo trimestre 2023 contro il caro energia ai buoni lavoro per semplificare le assunzioni, fino al fondo per l’innovazione e la digitalizzazione.
Le novità della Legge di Bilancio 2023 per il florovivaismo
Ecco, nel dettaglio, le novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2023 per il florovivaismo.
Contro il caro energia
Iniziamo dai provvedimenti contro il caro energia, su cui è particolarmente alta l’attenzione delle imprese del settore: per il primo trimestre 2023 è stato riconosciuto il credito di imposta a favore delle imprese agricole, florovivaistiche, pari al 20% della spesa sostenuta per l’acquisto del carburante per la trazione dei mezzi utilizzati, credito di imposta riconosciuto anche per la spesa sostenuta per l’acquisto del gasolio utilizzato per il riscaldamento delle serre e dei fabbricati produttivi.
Sul fronte energetico, sono stati prorogati e potenziati i crediti d’imposta legato ai consumi:
1) Passa dal 40% al 45% il Credito d’Imposta in favore delle imprese a forte consumo di energia elettrica (energivore): da applicarsi a spese effettuate per la componente energetica acquistata ed effettivamente utilizzata nel primo trimestre 2023;
2) Passa dal 30% al 35% il Credito d’imposta in favore delle imprese dotate di contatori di energia elettrica con potenza pari o superiore a 4,5 KW (diverse dalle imprese del punto 1): da applicarsi alle spese sostenute per l’acquisto della componente energetica effettivamente utilizzata nel primo trimestre dell’anno 2023;
3) Passa dal 40 al 45% il Credito d’Imposta in favore delle imprese a forte consumo di gas naturale: da applicarsi alle spese di acquisto del gas naturale consumato nel primo trimestre del 2023;
4) Passa dal 40 al 45% il Credito d’Imposta in favore delle imprese non gasivore: da applicarsi alle spese di acquisto del gas naturale consumato nel primo trimestre del 2023.
Gli altri provvedimenti della Legge di Bilancio per il florovivaismo
Tra le altre misure della Legge di Bilancio che interessano il florovivaismo, ricordiamo quelle per sostenere i giovani e il ricambio generazionale: previsto per il 2023 l’esonero contributivo, per un periodo massimo di 24 mesi, a favore dei coltivatori diretti e degli imprenditori agricoli professionali con età inferiore a 40 anni che si insediano per la prima volta in agricoltura tra il primo gennaio e il 31 dicembre 2023.
Prorogata anche per il 2023 l’esenzione dalla determinazione della base imponibile ai fini Irpef dei redditi dominicali e agrari relativi ai terreni dichiarati da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali. Per quanto riguarda, invece, l’innovazione e la digitalizzazione, sono previsti 225 milioni di euro per progetti finalizzati all’incremento della produttività attraverso la diffusione delle tecnologie disponibili per la gestione digitale dell’impresa, risparmio dell’acqua e la riduzione dell’impiego di sostanze chimiche, nonché l’utilizzo di sottoprodotti.
Ricordiamo, infine, la proroga fino 2024 del Bonus verde che, già approvata con la precedente Legge di bilancio, prevede l’agevolazione al 36% per la sistemazione di aree verdi, per una spesa massima di Euro 5.000.
L’opinione di Assofloro sulla Legge di Bilancio
Nada Forbici, presidente di Assofloro, sottolinea l’importanza che viene data, all’interno della manovra, all’intero settore agroalimentare: sono infatti oltre 2 miliardi di euro le risorse destinate al comparto, sempre più strategico per la crescita del Paese.

Le misure che riguardano il caro energia, sottolinea la presidente, sono però insufficienti rispetto all’aumento esponenziale dei costi energetici per il settore florovivaistico. Il caro energia continua a incidere pesantemente sulle aziende, in modo particolare quelle che si occupano di floricoltura in serra, già duramente provate dal lockdown causato dal Covid e dalle conseguenze sui mercati del conflitto Russia-Ucraina e che stanno subendo anche l’aumento dei costi delle materie prime necessarie a produrre, dalla vasetteria alla torba.
Nel corso del 2023, prosegue Nada Forbici, occorrerà lavorare per incrementare la percentuale imponibile per la detrazione del Bonus verde, che non è stata possibile nella nuova Legge di Bilancio per i tempi stretti legati al cambio di Governo e la necessità di chiudere la manovra.
Serve inoltre, conclude la presidente di Assofloro, un maggiore impegno per la promozione e la valorizzazione del prodotto florovivaistico italiano.
